Domande Frequenti
Tutte le domande frequenti a cui abbiamo dato una risposta.
\r\na) la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti;
\r\nb) la disciplina delle riduzioni tariffarie;
\r\nc) la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni;
\r\nd) l\'individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell\'obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all\'intera superficie su cui l\'attività viene svolta;
\r\ne) i termini di presentazione della dichiarazione e di versamento del tributo. \r\n
E\' necessario, quindi compilare il modulo di attivazione/cessazione per le utenze domestiche disponibile presso L\'ufficio della Tre Esse Itlia srl in via Vincenzo Lunardi 7 .
Per non incorrere in sanzioni, la dichiarazione deve essere presentato con l\'inizio dell\'occupazione dei locali, allegando una planimetria degli stessi.
Se il locale non è di nuova costruzione è possibile confermare i dati del precedente occupante indicandone il nominativo indispensabile per procedere al subentro.
Infine, il modulo dovrà essere presentato all\'ufficio della Tre Esse Italia o spedito a mezzo del servizio postale o fax.
Per non incorrere in sanzioni, la dichiarazione deve essere presentata con l\'inizio dell\'attività, allegando una planimetria dei locali occupati o eventualmente e la tipologia dell\'attività prevalente svolta.
Se il locale non è di nuova costruzione indicare i dati della precedente attività indispensabili per procedere al subentro, confermando o eventualmente variando la tipologia di attività svolta.
Tale modulo andrà presentato all\'ufficio della Tre Esse Italia Srl in via Vincenzo Lunardi 7 o spedito a mezzo del servizio postale o fax.
A seconda del gruppo di appartenenza, verranno calcolate le superfici tassabili.
Sulla base della superficie catastale saranno definite: la funzione principale, i locali accessori a servizio, e le superfici scoperte a pertinenza esclusiva.
Le superfici diverse dalla funzione principale saranno tassate in percentuale.
Nel caso in cui un soggetto sia ricoverato in casa di riposo o in altro istituto saranno previste delle riduzioni della tariffa variabile per un componente.
Tale riduzione sarà applicata previa presentazione di una dichiarazione in carta semplice rilasciata dall\'istituto e presentata all\'ufficio della Tre Esse Italia nella quale viene certificato che il soggetto è ospite ricoverato presso la struttura.
Debbono essere altresì indicati nella dichiarazione tutti i locali abitativi (camere, cucina, ...), accessori (magazzini, garage, taverne...), compresi eventuali \"sottotetti\", indipendentemente dall\'altezza, ma pavimentati, illuminati, riscaldati, ecc..., quindi di fatto utilizzati o utilizzabili.
Dopo la stesura del provvedimento finale da parte degli uffici dell\'ente e la presentazione del primo versamento da parte del contribuente, l\'Ufficio consegna il cartello di divieto di sosta da affiggere sul passo carrabile di proprietà.
\r\nCostituisce presupposto per il pagamento dell’IMU il possesso degli immobili già assoggettati ad ICI (fabbricati, aree edificabili, terreni agricoli) e di altri immobili in precedenza non considerati imponibili, quali i terreni non coltivati.
\r\nAnche i fabbricati rurali ad uso strumentale (cioè utilizzati per l’attività dell’impresa agricola), già esclusi dall’ICI, sono imponibili, pur se con ampie eccezioni.\r\n
Il valore immobiliare si calcola in modi diversi, a seconda del tipo di immobili.
Per le aree edificabili, la base imponibile è data dal “valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione”, in pratica il valore di mercato.
\r\nPer quanto riguarda i fabbricati, la base imponibile è costituita da un valore convenzionale che si ottiene moltiplicando la rendita iscritta in catasto, da rivalutare del 5% (ai sensi dell\'art.3, comma 48, della legge 23/12/1996, n. 662), per i nuovi coefficienti di seguito riportati, che valgono soltanto per l’IMU:
\r\n• 160, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;
\r\n• 140, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;\r\n
\r\n• 60, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5; tale moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1° gennaio 2013;
\r\n• 80, per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;
\r\n• 55, per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.
\r\nNel caso dei terreni agricoli o incolti il procedimento è simile.
La base imponibile è costituita dal valore convenzionale ottenuto moltiplicando il reddito dominicale del terreno (così come risulta dal catasto), da rivalutare del 25%, per i seguenti coefficienti, che valgono solo per l’IMU:
\r\n• 110, nel caso di terreni appartenenti ed utilizzati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali;
\r\n• 135, per tutti gli altri terreni.\r\n
\r\n
| \r\nTipologia immobili | \r\nCodice IMU quota Comune | \r\nCodice IMU quota Stato | \r\n
| Abitazione principale | \r\n3912 | \r\n… | \r\n
| Fabbricati rurali ad uso strumentale | \r\n3913 | \r\n… | \r\n
| Terreni | \r\n3914 | \r\n3915 | \r\n
| Aree fabbricabili | \r\n3916 | \r\n3917 | \r\n
| Altri fabbricati | \r\n3918 | \r\n3919 | \r\n
| INTERESSI DA ACCERTAMENTO | \r\n3923 | \r\n… | \r\n
| SANZIONI DA ACCERTAMENTO | \r\n3924 | \r\n… | \r\n
\r\n\r\nL’Agenzia delle Entrate ha anche modificato i codici tributo per il versamento dell’ICI, ferma restando l’indicazione dei relativi pagamenti nella “Sezione IMU e altri tributi locali” del modello F24.\r\nI nuovi codici per il pagamento dell’ICI relativa ad annualità fino al 2011 sono i seguenti:
\r\n
| Tipologia immobile | Nuovo Codice ICI | \r\n\r\n
| Abitazione principale | da 3901 diventa 3940 | \r\n
| Terreni agricoli | da 3902 diventa 3941 | \r\n\r\n
| Aree fabbricabili | da 3903 diventa 3942 | \r\n\r\n
| Altri fabbricati | da 3904 diventa 3943 | \r\n
| Interessi ICI | 3906 (invariato) | \r\n\r\n
| Sanzioni ICI | 3907 (invariato) | \r\n\r\n
\r\nSi precisa che i codici 3901, 3902, 3903 e 3904 non sono più utilizzabili.
\r\nRestano invece invariati i codici tributo 3906 e 3907, rispettivamente utilizzati per il versamento di interessi e sanzioni relativi all’ICI.
\r\nTutte le modifiche indicate sono attive dal 18 aprile 2012\r\n
La norma specifica inoltre che “le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile”, anche nel caso in cui i componenti del nucleo abbiano stabilito in domicili diversi la propria dimora e la propria residenza.
\r\nGià con pronunciamenti della Corte di Cassazione (ved. sentenza n. 14389 del 2010), nel regime ICI veniva affermato il principio dell’unicità dell’abitazione principale a livello familiare indipendentemente dalla sua ubicazione, sulla base di considerazioni che non sembrano superate dalla definizione della norma IMU.
\r\nIn altri termini, nonostante il tenore letterale della definizione IMU, che esclude esplicitamente l’applicazione dei benefici per l’abitazione principale a il caso di un nucleo familiare con più di un’abitazione principale nel territorio dello stesso Comune per effetto della residenza dichiarata dai suoi componenti, si ritiene che l’unicità dell’abitazione principale rispetto a ciascun nucleo familiare vada considerata per l’intero territorio nazionale.\r\n
In particolare, per ciò che riguarda le assimilazioni all’abitazione principale, immobili cioè che per il loro particolare utilizzo erano assoggettate alla stessa aliquota prevista per l’abitazione principale (e per questo motivo, dal 2008 al 2011, escluse dal pagamento dell’ICI), il nuovo disposto normativo (articolo 13, co. 10 del d.l. n. 201 del 2011) prevede che i Comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale, l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che l’abitazione stessa non risulti locata.
\r\nL’adozione di questa agevolazione dovrà risultare dalla deliberazione comunale riguardante la disciplina dell’IMU.
In questo caso sarà applicabile sia l’aliquota ridotta, sia la detrazione, come previsto per il regime dell’abitazione principale stabilito dalla legge (ed eventualmente modificato dalla delibera comunale).
\r\nSe il Comune non delibera espressamente nel senso indicato, l’abitazione di anziani o disabili residenti in case di cura dovrà pagare l’IMU senza agevolazioni, e l’aliquota da applicare sarà quella ordinaria.\r\n
La norma (articolo 13, comma 9 del dl 201/2001 convertito nella legge n.214/2001 recentemente modificata dal dl 16/2012), prevede tuttavia che i Comuni possano facoltativamente ridurre l’aliquota di base allo 0,4 per cento per tutti gli immobili locati, non specificando all’interno della categoria generale, quale tipo di contratto (a canone libero o concordato) potrà beneficiare dell’eventuale riduzione.
In tale contesto tuttavia, si ritiene che seppur in assenza di una precisa indicazione della legge a favore dei proprietari di immobili che decidano di affittare a canoni calmierati, i Comuni restano liberi di prevedere un’aliquota ridotta in relazione alle tipologie di affitto che considerano meritevoli di un maggior sostegno.
Resta inteso tuttavia, che l’aliquota applicata agli immobili in affitto a canone libero non potrà in ogni caso risultare superiore a quella ordinaria (il 7,6 previsto dalla legge, ovvero la misura modificata dalla delibera del Comune).\r\n
\r\nPer espressa disposizione del successivo comma 7 dello stesso articolo 13, contenente la disciplina dell\'IMU, l\'aliquota per l\'abitazione principale e per le relative pertinenze è ridotta allo 0,4% (4 per mille).
I comuni possono modificare tale aliquota di base, aumentandola o diminuendola sino a 0,2 punti percentuali (2 per mille).
\r\nPertanto, di norma, il valore delle pertinenze si deve considerare unitamente al valore dell\'abitazione principale di riferimento per il calcolo dell’imposta (all’aliquota ridotta del 4 per mille) e per l\'applicazione della detrazione.\r\n
La detrazione fissa di 200 euro si suddivide in parti uguali fra i comproprietari dell\'immobile che lo utilizzano come abitazione principale, a prescindere dalla quota di possesso. Nel caso indicato, la detrazione sarà suddivisa in 100 € annuali per ciascuno dei due coniugi.
\r\nL\'aliquota e, più in generale, la disciplina per il calcolo dell\'imposta saranno invece quelle ordinariamente risultanti dalla normativa sul tributo e dalle eventuali modifiche adottate dal Comune.\r\n
\r\nPer poter accedere alla riduzione di base imponibile, l\'inagibilità o inabitabilità è accertata dall\'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione.
In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445.
Agli effetti della riduzione alla metà della base imponibile, i Comuni possono disciplinare, nella delibera comunale, le caratteristiche di fatiscenza sopravvenuta del fabbricato, non superabile con interventi di ordinaria manutenzione.\r\n
\r\n- Aliquota ordinaria pari al 7,6 per mille, che i Comuni possono aumentare o diminuire di tre punti per mille (tra 4,6 e 10,6 per mille);
\r\n- Aliquota ridotta per abitazione principale pari al 4 per mille, che i Comuni possono aumentare o diminuire di due punti per mille (tra 2 e 6 per mille);
\r\n- Aliquota ridotta per immobili rurali ad uso strumentale, pari al 2 per mille, che i Comuni possono diminuire di un punto (fino all’1 per mille).
\r\nSi ricorda che per il 2012 il calcolo dell’imposta dovuta in acconto va effettuato facendo riferimento alle aliquote (e alle detrazioni di base).
Soltanto con la rata a saldo (dicembre 2012) si dovranno considerare le variazioni introdotte dai Comuni (o dal Governo, in caso di emanazione del DPCM correttivo che la legge prevede facoltativamente) e versare l’importo dovuto complessivo a conguaglio di quanto già pagato in acconto.\r\n
\r\nIn primo luogo, la legge stabilisce che l’acconto si deve pagare secondo le regole di base del tributo, senza tener conto delle eventuali variazioni alle aliquote e alle detrazioni che i Comuni possono aver già deliberato.
\r\nIn secondo luogo, mentre per la generalità degli immobili è previsto il pagamento in due rate, nel caso dell’abitazione principale, il contribuente può decidere di pagare in tre rate.
\r\nInoltre, per gli immobili rurali sono previste modalità specifiche (ved. quesito n. 23)
\r\n\r\nA) Il pagamento degli immobili diversi dall’abitazione principale
\r\nSi paga in due rate: la prima entro il 18 giugno e il saldo il 17 dicembre (ambedue le date sono il primo giorno feriale utile successivo alla scadenza di legge del 16 del mese).
Il pagamento della prima rata è effettuato in misura pari al 50 per cento dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base. La seconda rata è versata a saldo d’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata, considerando le eventuali variazioni intervenute nella disciplina del tributo (livello delle aliquote e detrazioni applicabili).
\r\nSi ricorda in proposito che, a causa dell’incertezza circa la determinazione delle risorse previste dalla legge, fortemente connesse con il gettito dell’IMU, i Comuni potranno eccezionalmente approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione entro il 30 settembre 2012.
\r\nInoltre, entro il 10 dicembre 2012, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo potrebbe modificare la stessa disciplina di base dell’IMU, sulla base del gettito della prima rata e dei risultati dell’accatastamento dei fabbricati rurali.
\r\nB) Il pagamento dell’imposta dovuta per l’abitazione principale
\r\nIl contribuente può scegliere se pagare in due o tre rate.
\r\nNel caso in cui il contribuente scelga di pagare in tre rate: la prima entro il 18 giugno, la seconda entro il 17 settembre (primo giorno feriale utile dopo la scadenza di legge del 16) e la terza entro il 17 dicembre.
Le prime due rate dovranno essere corrisposte in misura ciascuna pari ad un terzo dell’imposta annua calcolata applicando l’aliquota di base (0,4 per cento) e la detrazione di 200 euro per l’abitazione principale, più 50 euro per ciascun figlio convivente di età inferiore ai 26 anni.
\r\nLa terza rata è versata, entro il 17 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno a conguaglio delle precedenti rate, considerando le eventuali variazioni intervenute nella disciplina del tributo (livello delle aliquote e detrazioni applicabili).
\r\nNel caso di scelta per il pagamento in due rate, la prima dovrà essere corrisposta entro il 18 giugno e dovrà essere pari al 50 per cento dell’imposta annua calcolata ad aliquota e detrazione di base, e la seconda, entro il 16 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulla prima rata, considerando le eventuali variazioni intervenute.
\r\nIn ambedue i casi, l’importo dell’ultima rata dipenderà dalle variazioni di aliquota e di detrazione eventualmente disposte dai Comuni entro il 30 settembre e da quelle disposte dallo Stato entro il 10 dicembre.\r\n\r\n
La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati dai quali risulti un diverso ammontare dell\'imposta dovuta.
\r\nLa legge conferma la validità delle dichiarazioni già presentate ai fini dell’ICI.
La legge sembra inoltre confermare la validità del Modello unico informatico (MUI) inviato a cura del notaio incaricato dell’atto di compravendita, in sostituzione della presentazione dichiarazione a cura del contribuente (art.37, comma 53, del d.l. n. 223 del 2006).
Nella gran parte dei casi, dunque la presentazione della dichiarazione non sarà necessaria, o perché non sono cambiate le condizioni in base alle quali è stata presentata una dichiarazione ai fini dell’ICI, o perché in occasione dell’avvenuta compravendita o altro atto modificativo del possesso per il quale viene prodotto un MUI, l\'invio telematico dell’atto stesso a cura del notaio ha sostituito – e continuerà a sostituire – ogni altro obbligo dichiarativo a carico del contribuente.
\r\nPer gli immobili per i quali l\'obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, la dichiarazione deve essere presentata entro il 30 settembre 2012.
In questo insieme devono essere ricompresi, ad esempio i casi di: acquisizione del possesso di un\'abitazione principale non dichiarato ai fini dell\'ICI in quanto avvenuto nel periodo in cui l’abitazione principale era esente;
il possesso di terreni non coltivati e di fabbricati agricoli già esclusi dall\'ICI e pertanto non dichiarati;
il possesso, da parte di ONLUS o enti religiosi, di immobili che non risultano più esenti dal tributo immobiliare secondo i nuovi criteri di cui all’articolo 91-bis del d.l. n. 1 del 2012 (il cosiddetto \"Decreto Liberalizzazioni\").
\r\nIstruzioni dettagliate sulle modalità e sugli obblighi di dichiarazione dell\'IMU verranno indicati con un apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.
\r\nResta infine in vigore l\'obbligo di indicazione, nella dichiarazione delle imposte dirette, dell\'importo del tributo locale immobiliare pagato nell\'anno precedente (art.1, co. 104 della legge n. 296 del 2006).\r\n
Così come avveniva per l\'ICI prima dell’abolizione del tributo sull\'abitazione principale, anche l\'IMU è interamente a carico del genitore che continua a risiedere nella casa coniugale, con le agevolazioni previste per l\'abitazione principale:
aliquota base ridotta allo 0,4% e detrazione di 200 euro, rapportati al periodo dell\'anno durante il quale l\'immobile è stato adibito ad abitazione del contribuente.
I figli, invece, non dovranno pagare l\'IMU su tale abitazione.
\r\nPertanto, nel caso in cui il Comune decida di applicare alla tipologia di immobili in questione un\'aliquota ridotta, ciò dovrà risultare dalle delibere di regolamentazione dell\'IMU del Comune in cui è ubicata l\'abitazione.
\r\nAi fini del pagamento della prima rata il regime da considerare sarà comunque quello \"di base\" attualmente previsto dalla legge.
\r\nPer l\'indicazione di modalità di pagamento facilitate nel caso di contribuenti residenti all\'estero, potrebbe essere emanato un provvedimento del Ministero dell\'economia e delle finanze.
Si ricorda, ad ogni modo, che il pagamento per via telematica del modello F24, da utilizzare anche ai fini dell\'IMU, è possibile attraverso i servizi di home banking delle principale banche italiane e attraverso il servizio di pagamento reso disponibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.\r\n
\r\nNel caso di un immobile posseduto per intero e per tutto l’anno, l’imposta annuale dovuta si calcola moltiplicando il valore imponibile per l’aliquota.
Ad esempio,
un fabbricato abitativo non utilizzato come abitazione principale del valore imponibile di 128 mila euro, comporta il pagamento pari a
€ 128.000 x 7,6 / 1000 = € 972,80\r\n
\r\nSe lo stesso fabbricato è posseduto dal contribuente al 30% a decorrere dal 20 maggio 2012, si dovrà tener conto anche della quota di possesso (30%) e del periodo di possesso (7 mesi, cioè 7 dodicesimi).
Il calcolo dell’imposta dovuta per il 2012 sarà il seguente:
\r\n\r\n€ 972,80 (imposta teorica annua) x 30% / 12 x 7 = € 170,24\r\n
\r\nPer il calcolo del periodo di possesso vale la stessa regola dell’ICI:
viene considerato un mese intero di possesso il mese nel quale il possesso si verifica per almeno 15 giorni.
Pertanto, l’acquisto di un immobile che avviene il 10 del mese comporta il calcolo dell’imposta da parte dell’acquirente per l’intero mese (il possesso si protrae per oltre 15 giorni);
un acquisto che avviene il giorno 20 del mese, comporta il calcolo dell’imposta a partire dal mese successivo (il possesso si protrae per meno di 15 giorni).\r\n
Per le utenze domestiche le variabili sono rappresentate dai metri quadrati e dal numero degli occupanti.
Nella stragrande maggioranza dei Comuni, si versa su liquidazione d’ufficio: in questo caso il contribuente, per pagare, deve attendere il modello precompilato del Comune.
Ne consegue che la tariffa è determinata sulla base di indici teorici di produttività dei rifiuti distinti per categorie di attività.
La quantificazione delle tariffe è effettuata sulla base del costo del servizio e in modo da coprire integralmente tale costo.
La legge si limita solo a stabilire che il Comune deve assicurare ai contribuenti almeno due rate semestrali.
Se si vuole conoscere le scadenze, dunque, occorre leggere il regolamento comunale.
le superfici già dichiarate o accertate ai fini della Tares o dei precedenti prelievi sui rifiuti valgono anche ai fini Tari.
Se i dati non sono variati rispetto alla denuncia Tares, non occorre presentare nessuna nuova dichiarazione.
Se il contribuente si accorge di errori contenuti nel modulo, deve segnalarli per iscritto al Comune stesso.
Una volta recepiti, il Comune provvederà a inviare nuovi bollettini corretti.
Pertanto, nei Comuni nei quali si applicava nel 2013 questo prelievo, la Tari non comporterà molte differenze.
La Tari determinata sulla base del Dpr 158 è invece molto diversa dalla Tarsu: nella Tari infatti la tariffa ha una quota fissa e una quota variabile.
Nelle utenze domestiche, inoltre, il prelievo varia in funzione del numero degli occupanti.
In questo caso, ovviamente, si applicherà l\'aliquota dell\'abitazione principale.
l\'occupante versa la TASI nella misura compresa tra il 10 e il 30 per cento dell\'ammontare complessivo dell\'imposta, in base alla percentuale stabilita dal comune nel proprio regolamento, calcolata applicando l\'aliquota determinata dal comune. La norma prevede, infine, che la restante parte dell\'imposta sia corrisposta dal titolare del diritto reale.
\r\nLe disposizioni appena richiamate portano a concludere che l\'imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale e successivamente ripartita tra quest\'ultimo e l\'occupante sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
\r\nSi può fare l\'esempio di un comune che abbia fissato all\'1 per mille l\'aliquota per gli immobili locati e al 2,5 per mille l\'aliquota per l\'abitazione principale.
\r\nIn tal caso, nell\'ipotesi di un immobile locato, l\'imposta è determinata applicando l\'aliquota dell\'1 per mille prevista dal comune, senza tenere conto dell\'eventuale utilizzazione dell\'immobile da parte dell\'inquilino a titolo di abitazione principale.
L\'imposta così determinata deve essere ripartita tra proprietario e inquilino sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
Occorre, comunque, sottolineare che resta nella facoltà del comune prevedere particolari detrazioni a favore dell\'occupante. \r\n
Se, ad esempio, il contribuente ha acquistato il fabbricato a maggio, la prima rata deve essere calcolata in ragione del 50%
\r\n- l\'occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal comune, compresa fra il 10% e il 30% dell\'ammontare complessivo dell\'imposta;
\r\n- il proprietario o il possessore a diverso titolo versa la restante parte.
\r\nSi deve anche precisare che la TASI si applica sui fabbricati, compresa l\'abitazione principale, e sulle aree edificabili, come definiti per l\'IMU.
Ai fini TASI, quindi, per la definizione di abitazione principale, si deve richiamare l\'art. 13 del D. L. n. 201 del 2011 in cui è racchiuso il regime applicativo dell\'abitazione principale, nel quale rientrano anche le abitazioni assimilate per legge o per regolamento comunale a quella principale.
Pertanto, in tutte le ipotesi in cui si può parlare di abitazione principale, l\'obbligo di versamento TASI ricade interamente sul proprietario e non sull\'occupante.
\r\nAd esempio, l\'imposta, in capo alla cooperativa edilizia a proprietà indivisa deve essere calcolata applicando:
\r\n- l\'aliquota prevista dal Comune per l\'abitazione principale;
\r\n- la detrazione eventualmente prevista dal Comune per l\'abitazione principale.
\r\nNulla è dovuto dal socio. \r\n
Quindi, il proprietario paga tutti e due i tributi, sempre nel rispetto del limite secondo il quale la somma delle aliquote della TASI e dell\'IMU per ciascuna tipologia di immobile non è superiore all\'aliquota massima consentita dalla legge statale per l\'IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile.
Per il 2014, l\'aliquota massima della TASI non può eccedere il 2,5 per mille.
Per il solo anno 2014 il comune può deliberare una maggiorazione di aliquota TASI non superiore complessivamente allo 0,8 per mille tra l\'abitazione principale e gli altri immobili.
Si prenda, ad esempio, un immobile il cui valore ai fini TASI è di € 84.000 (rendita catastale base = 500, rivaluta del 5% = 525 x coefficiente 160 = 84.000 IMPONIBILE TASI) di cui sono comproprietari A e B.
\r\nA è proprietario del 30% e B è proprietario del 70%.
\r\nIl Comune ha deliberato per l\'abitazione principale l\'aliquota TASI del 2,8 per mille e una detrazione di € 200 Nel caso in cui A e B hanno entrambi adibito ad abitazione principale l\'immobile:
\r\nA calcola l\'imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 30% = 25.200 Imponibile TASI) con l\'aliquota deliberata dal Comune per l\'abitazione principale (25.200 : 1.000 x 2,8 = 70,56) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell\'importo della detrazione (70,56 - 100).
\r\nA non paga, quindi, la TASI essendo la detrazione superiore all\'imposta;
\r\nB calcola l\'imposta in relazione alla propria percentuale di possesso (84.000 x 70% = 58.800 Imponibile TASI) con l\'aliquota deliberata dal Comune per l\'abitazione principale (58.800 : 1.000 x 2,8 = 164,64) dal risultato ottenuto detrae il 50% dell\'importo della detrazione (164,64 - 100).
\r\nB paga la TASI per € 64,64.\r\n
In caso di risposta positiva, si chiede se l\'eventuale detentore o utilizzatore del terreno (affittuario o comodatario) è tenuto a pagare la quota di sua spettanza, a norma dall\'art. 1, comma 681, L. n. 147/2013.
La TASI è dovuta, poiché il terreno resta area edificabile. L\'imposta complessiva deve essere determinata con riferimento alle condizioni del proprietario e, successivamente, ripartita tra quest\'ultimo e l\'affittuario o il comodatario sulla base delle percentuali stabilite dal comune.
Pertanto, l\'esenzione IMU si applica solo quando gli immobili hanno i requisiti e le caratteristiche indicate dal decreto.
\r\nAi fini TASI, l\'equiparazione di tali alloggi all\'abitazione principale rende applicabile all\'aliquota e le agevolazioni/detrazioni eventualmente stabilite dal comune.
A tale proposito, si fa presente che, l\'art. 2, comma 5-bis, del D. L. n. 102 del 2013, prevede che per questi immobili deve essere presentata la dichiarazione.
Pertanto, nel modello di \"Dichiarazione IMU\" il proprietario dell\'alloggio sociale deve anche barrare il campo 15 relativo alla \"Esenzione\" e riportare, nello spazio dedicato alle \"Annotazioni\" la seguente frase \"l\'immobile possiede le caratteristiche e i requisiti richiesti dalla lett. b), comma 2, dell\'art. 13 del D. L. n. 201/2011\".
La dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI. \r\n
\r\nAi fini dell\'imposizione si considerano rilevanti le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province.\r\n
Ottenuta l\'autorizzazione il contribuente:
\r\n per le occupazioni permanenti, deve presentare apposita denuncia all\'Ufficio Tributi entro 30 giorni dalla data di rilascio dall\'atto di concessione e provvedere al pagamento su appositi bollettini messi a disposizione dal Comune;
tale denuncia ha valore anche per gli anni successivi a quello di prima applicazione della tassa sempreché non si verifichino variazioni nell\'occupazione che comportino un maggiore ammontare della tassa;
\r\n per le occupazioni temporanee, l\'obbligo della denuncia viene assolto con il pagamento della tassa da effettuarsi entro i termini previsti per l\'inizio delle occupazioni medesime.\r\n
- \r\n
- La dichiarazione della pubblicità annuale ha effetto anche per gli anni successivi, purchè non si verifichino modificazioni degli elementi dichiarativi cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta. \r\n
\r\nModello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità permanente ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).\r\n
\r\n- DICHIARAZIONE IMPOSTA COMUNALE PUBBLICITA\' TEMPORANEA
\r\nModello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità temporanea ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).\r\n
\r\n- DISDETTA IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA\'
\r\nModello per la dichiarazione di disdetta di pubblicità ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).\r\n
\r\n- RICHIESTA DI VARIAZIONE IMPIANTO PUBBLICITARIO
\r\nModello per la dichiarazione di variazione di pubblicità ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).\r\n
\r\n- RICHIESTA DI RIMBORSO
\r\nModello per la richiesta di rimborso ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.9 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
\r\nModello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità permanente ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
\r\n- DICHIARAZIONE TASSA OCCUPAZIONE SPAZI ED AREE PUBBLICHE TEMPORANEA
\r\nModello per la dichiarazione di esposizione di pubblicità temporanea ai fini dell\'Imposta comunale sulla Pubblicità (art.8 D.LGS. 15 novembre 1993, n. 507).
\r\n- MODELLO F24 Semplifato\r\n
\r\n- MOD. DICHIARAZIONE I.M.U.\r\n
\r\n- ISTRUZIONI MOD. DICHIARAZIONE I.M.U.\r\n
\r\n- MOD. DICHIARAZIONE I.M.U.-TASI (enti non commerciali)\r\n
\r\n- TAB. COEFF. DI RIVALUT., CODICI TRIBUTI PER F24 ED ALIQUOTE
\r\n- RICHIESTA RIMBORSO IMU\r\n
- MODULISTICA COATTIVO - Istanza di autotutela
- MODULISTICA COATTIVO -Istanza di sospensione
- MODULISTICA COATTIVO -Oggetto ISTANZA DI RATEIZZAZIONE
- MODULISTICA IMU - 6.coeffic_di rival e codici trib e aliquote
- MODULISTICA IMU - 16186_f24imusemplificato
- MODULISTICA IMU - 16186_MODELLO_F24_2012
- MODULISTICA IMU - Decreto_dichiarazione_IMU
- MODULISTICA IMU - F24SemplifComp
- MODULISTICA IMU - IMU_2014_mod
- MODULISTICA IMU - IstruzioniModelloDichiarazioneIMU
- MODULISTICA IMU - MODELLO DICHIARAZIONE IMU -COMPILABILE
- MODULISTICA IMU - ModelloDichiarazioneIMU
- MODULISTICA IMU - modello-F24-compilabile-2013
- MODULISTICA IMU -Richiesta Rimborso IMU
- Contrasto Evasione - Decreto legislativo del 19 giugno 1997 n. 218- Accertamento con adesione
- Contrasto Evasione -DLGS 471 del 1997
- Contrasto Evasione -DLGS 472 del 1997
- Contrasto Evasione -DLGS 473 del 1997
- Contrasto Evasione -DLGS 546 del 1992
- Contrasto Evasione -LEGGE 27 luglio 2000, n. 212- STATUTO DEL CONTRIBUENTE
- Contrasto Evasione -LEGGE 296 del 2006 (Finanziaria 2007)
- Contrasto Evasione -RAVVEDIMENTO
\r\n\r\n- D.L. 201/2011 art. n° 13 Convertito in Legge 214/2011 - Decreto SALVA ITALIA\r\n
\r\n\r\n- Circolare 3/DF del 18 maggio 2012\r\n
\r\n\r\n- Comunicato Mef Scadenze Versamenti Imu del 25 maggio 2012\r\n
\r\n\r\n- Decreto Dichiarazione Imu \r\n
\r\n\r\n- D.lgs 446/1997 - Regolamento Tributi Locali\r\n
\r\n\r\n- Risoluzione MEF n° 1/DF del 11 gennaio 2013\r\n
\r\n\r\n- D.L. 1/DF del 11 gennaio 2013\r\n
\r\n\r\n- D.L. 54 del 21 maggio 2013 - Sospensione IMU\r\n
\r\n\r\n- Circolare 2/DF del 23 maggio 2012- Pagamento 1°rata IMU\r\n
\r\n\r\n- Risoluzione MEF n° 3/DF del 4 marzo 2013\r\n
\r\n\r\n- Risoluzione MEF n° 4/DF del 4 marzo 2013 - Comodato d\'Uso\r\n
\r\n\r\n- Risoluzione MEF n° 5/DF del 28 marzo 2013\r\n
\r\n\r\n- D.L. 102/2013 Convertito in Legge 124/2013 \r\n
\r\n\r\n- L. 44/2012 - LEGGE FISCALE\r\n
\r\n\r\n- Risoluzione MEF n° 2/DF del 13 dicembre 2012 - Modalità dei Rimborsi e dei Conguagli\r\n
\r\n
- IMU - 0. ISTITUZIONE DELL IMU E ABOLIZIONE DELL ICI_ Dlgs 23_2011 art. 8 e art. 9
- IMU - 1.DECRETO SALVA ITALIA_ART. 13 del D.L. 201_2011 Convertito nella Legge 214_2011_IMU
- IMU - 3. Comunicato Ministero delle Finanze - Scadenza versamento
- IMU - 4.Decreto_dichiarazione_IMU
- IMU - 6. POTERE REGOLAMENTARE IN MATERIA DI TRIBUTI LOCALI_ DLGS 446_1997
- IMU - 11.Decreto_legge_54_2013- SOSPENSIONE IMU
- IMU - 12.Circolare_n.2_-_IMU_pagamento_prima_rata_IMU
- IMU - 13.Risoluzione_n._3_del_4_marzo_2013_adeguamento_atto_costitutivo_e_statuto
- IMU - 14.Ris._n._4_del_4_marzo_2013-_comodato
- IMU - 15.Risoluzione_n_5_-_IMU_pubblicazione_delibere_e_altro_Sito
- IMU - 17.CIRCOLARE 5_E- RAPPORTO TRA IMU EIMPOSTE SUI REDDITI
- IMU - 120518 - circolare imu mef - testo
- IMU - DECRETO LEGGE 133_2013
- IMU - Decreto_esenzione_terreni_montani_28_novembre2014
- IMU - dl_102_convertito_legge_124_2013
- IMU - L. 44-2012 Legge Fiscale
- IMU - Ris_2_DF-12 - PROBLEMATICHE RELATIVE AI RIMBORSI ED AI CONGUAGLI
- IMU - risoluzione 35 E
- IMU - RISOLUZIONE MEF N.1 DF DEL 11-01-2013
- IMU - Risoluzione_n._7_-_IMU_pagamento_prima_rata_IMU_enti_non_commerciali_
\r\n- DPR n° 602 del 29 settembre 1973
\r\n- Legge 689/81
\r\n- Legge di stabilità
\r\n- Legge n° 296 del 2006 (Finanziaria 2007)
\r\n- Legge n° 212 del 27 luglio 2000 - STATUTO DEL CONTRIBUENTE
\r\n- D.lgs n° 546 del 1992
\r\n- D.lgs n° 473 del 1997
\r\n- D.lgs n° 472 del 1997
\r\n- D.lgs n° 471 del 1997
\r\n- D.lgs n°218 del 19 giugno 1997 - Accertamento con adesione\r\n
- TARES - 2.Legge del 24 dicembre 2012 n. 228 -c. 387
- TARES - 3.Decreto-legge n. 35_2013 ART. 10
- TARES - 4.Circolare_n_1_IMU_TARES IN ORDINE ALLE MODIFICE DEL D.L. 35_13 ART. 10
- TARES - 5.Ris_n_9_-_Riscossione_maggiorazione_TARES_2013_con_rate_al_2014
- TARES - ART. 5 del D.L.102_convertito_legge_124_2013_ DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TARES
- TARES - ART. 14 _D.L. 201_2011 Convertito nella Legge 214_2011Istituzione della TARES_DECRETO SALVA
Il soggetto passivo (colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso) è tenuto a presentare apposita dichiarazione prima dell’effettiva esposizione pubblicitaria, nel quale devono essere indicate le caratteristiche, la durata della pubblicità, l’ubicazione dei mezzi pubblicitari utilizzati, e il messaggio pubblicitario che contiene.
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