CUP - Canone Unico Patrimoniale
CUP
Il canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria — comunemente chiamato canone unico — è il tributo locale che ha unificato e semplificato il sistema dei prelievi locali legati all'occupazione di spazi pubblici e alla diffusione di messaggi pubblicitari.
Il suo presupposto impositivo è l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, l'esposizione pubblicitaria e l'utilizzo di beni appartenenti al patrimonio indisponibile degli enti locali.
Quando è stato introdotto
È stato istituito dalla Legge di Bilancio 2020 (Legge 27 dicembre 2019, n. 160), all'articolo 1, commi da 816 a 847, ed è entrato in vigore dal 1° gennaio 2021.
La norma distingue due componenti distinte:
Canone patrimoniale (commi 816-836) — quello propriamente detto "unico", per occupazioni e pubblicità
Canone mercatale (commi 837-847) — specifico per i titolari di concessioni per il commercio su aree pubbliche (mercati)
Cosa sostituisce
È stato pensato per accorpare in un solo prelievo diversi tributi/canoni preesistenti: TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico), ICP (Imposta Comunale sulla Pubblicità) e COSAP (Canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche), oltre al diritto sulle pubbliche affissioni.
Come funziona in pratica
La disciplina nazionale uniforma su tutto il territorio i presupposti impositivi e, in linea generale, le tariffe base.
Ogni Comune deve però approvare un proprio regolamento attuativo, stabilendo tariffe, modalità di pagamento ed eventuali riduzioni o esenzioni aggiuntive — con il vincolo che il gettito complessivo resti pari a quello prodotto dai tributi sostituiti (principio di invarianza di gettito).
Sono previste esenzioni tipiche per finalità sociali, culturali e istituzionali, enti no profit, pubbliche amministrazioni, pubblicità non commerciale e passi carrabili per disabili.
È possibile la rateizzazione per importi elevati, e si distingue tra canone annuale (occupazioni/esposizioni permanenti, oltre 365 giorni) e canone per occupazioni temporanee.
Una novità giurisprudenziale recente
Nonostante il nome "canone" avesse generato incertezze interpretative — in particolare su quale giudice fosse competente in caso di controversia — le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 12225 depositata il 1° maggio 2026, hanno chiarito che il canone unico, considerato unitariamente, ha natura tributaria, con la conseguenza che le controversie sulla sua applicazione spettano al giudice tributario.