LAMPADE VOTIVE
Il servizio delle lampade votive riguarda l'illuminazione elettrica delle lampade sulle tombe nei cimiteri comunali, dietro pagamento di un canone di abbonamento annuale da parte degli utenti (in genere i familiari del defunto). Rientra tra i servizi pubblici a domanda individuale (categoria prevista dal DM 31 dicembre 1983, n. 18).
Alcuni punti chiave:
Natura giuridica: non è un tributo, ma un'entrata patrimoniale/canone di diritto privatistico. Di conseguenza il servizio è soggetto a IVA anche quando è gestito direttamente dal Comune, che in questo caso è considerato a tutti gli effetti soggetto passivo d'imposta (chiarimento confermato dall'Agenzia delle Entrate). Eutekne.info
Gestione: il Comune può gestirlo direttamente oppure affidarlo in concessione a un soggetto esterno, che si occupa di fatturazione e riscossione dei canoni verso gli utenti, versando al Comune un aggio o corrispettivo di gestione.
Importi: canoni annui generalmente modesti, dell'ordine di 10-25 euro per lampada (variano da regolamento a regolamento), più IVA.
Morosità: essendo un'entrata non tributaria, in caso di mancato pagamento è ammessa la sanzione accessoria del distacco della lampada, nel rispetto del regolamento comunale; per il recupero del credito si procede con messa in mora e, se necessario, con riscossione coattiva tramite ingiunzione di pagamento o ruolo.
Prescrizione: trattandosi di entrata patrimoniale e non tributaria, si applica la prescrizione quinquennale, non le regole di decadenza previste invece per i tributi.